Ieri, soledì/domenica 11 gennaio 2026, è stata ufficialmente presentata l’associazione politica, e culturale, Nazione Lombarda. Presso la sala consiliare del Castello visconteo di Abbiategrasso, una prestigiosa cornice plurisecolare da cui è transitato un gran bel pezzo di storia insubrica e cisalpina, si è infatti tenuto l’evento del lancio pubblico del movimento, al quale hanno partecipato una sessantina di convenuti provenienti da diverse parti della Grande Lombardia, accorsi ad ascoltare i lombardisti che hanno preso parola: il presidente Paolo Sizzi, il segretario Adalbert Roncari e altri quattro fondatori, Alessandro Cavalli, Andrea Rinaldi, Filippo Ferrari (membri del consiglio, con i due referenti) e Vanessa S.
Nazione Lombarda è stata fondata il 23 dicembre 2024, in periodo solstiziale d’inverno, in quel di Bergamo, dalle persone indicate e da altri 4 lombardisti, come approdo definitivo del lombardesimo militante, dopo le esperienze del Movimento Nazionalista Lombardo (2011-2013) e di Grande Lombardia (2013-2024). La presentazione ufficiale, avvenuta a distanza di un anno stante la necessità di avere l’intero direttivo al completo, in presenza (due membri, attualmente, vivono per lavoro più all’estero che in Lombardia), ha consentito ai Nostri di poter toccare con mano la sensibilità identitaria dei granlombardi, grazie all’incoraggiante numero di persone che hanno preso parte alla manifestazione.
Persone non soltanto originarie delle classiche Insubria e Orobia, ma partite pure dal Piemonte, dall’Emilia e dalle frange orientali estreme della Cisalpina, a testimonianza di come il sentimento etnico e nazionale panlombardo non sia limitato alla regione artificiale ma sia condiviso, o quantomeno soggetto a curiosità, da parte pure di indigeni alpino-padani di varie contrade. Siamo davvero felici e orgogliosi del risultato raggiunto, perché in una sala di modeste dimensioni l’afflusso è stato considerevole. Tenendo, oltretutto, conto del fatto che Sizzi e i suoi non sono certamente dei personaggi pubblici e/o dei marpioni navigati… Il dato più interessante è quello che ci viene dall’entusiasmo giovanile: Nazione Lombarda è associazione fatta anche da giovani e tra gli astanti moltissimi erano ventenni o trentenni.
Dopo una presentazione e un’introduzione sulla natura associativa del movimento, con tanto di excursus storico circa il lombardesimo, tenuti dal presidente Sizzi, ecco che gli altri fondatori hanno esposto la decina di punti programmatici fondamentali di NL, con un intervento finale di Paolo stesso in materia di indipendentismo coniugato, ovviamente, all’istanza etnonazionalista. Non prima di aver risposto ad alcune domande avanzate dai presenti, l’evento si è chiuso intonando la nostra idea di inno nazionale, ovviamente tradotto in lombardo: O Segnoo, del tecc nativ, emendato dagli elementi cristiani e particolarmente gradito dal pubblico.
In questi giorni avremo certamente occasione di riparlare del lancio di NL e di documentarne lo sviluppo, tenutosi tra le 15:30 e le 18 di ieri. Al termine della conferenza, abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con il pubblico, appurando come da parte delle persone ci sia davvero un vivo interesse verso la causa identitaria, nazionale e comunitaria della Grande Lombardia, la Lombardia storica, che naturalmente è popolo, etnia e patria. Gli interventi dei militanti verranno poi ripresi e approfonditi, illustrando nello specifico quelli che sono i 50 punti programmatici del lombardesimo e di Nazione Lombarda, e articolando a fondo le varie sfaccettature ideologiche e politiche della nostra dottrina.
Salut Lombardia!
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2 commenti
Michele B ha scritto:
Da ignorante, ho sempre ritenuto che il confine naturale dell’ Italia del nord fosse la linea gotica. Quindi anche Pesaro e il suo territorio vi appartengono ?
Filippo Ferrari ha scritto:
La linea gotica fu una un insieme di opere difensive militari e non è un buon criterio per definire il confine di una nazione come la Lombardia (da te chiamata Italia del nord, ma chiariamo subito che la Lombardia è una nazione a sé stante e non è il nord di alcunché). Il criterio migliore è infatti la linea Massa-Senigallia, ovvero l’isoglossa che separa l’ambito linguistico gallo-romanzo, nel quale ricade la Grande Lombardia, da quello italo-romanzo, in cui ricade l’Italia etnica. Perciò, sì, anche l’attuale provincia di Pesaro-Urbino insieme ad alcuni lembi della provincia di Ancona appartengono alla Grande Lombardia, nonostante che questi territori presentino, sul piano etnico e linguistico, caratteri di transizione con il contesto puramente italico.
Da ignorante, ho sempre ritenuto che il confine naturale dell’ Italia del nord fosse la linea gotica. Quindi anche Pesaro e il suo territorio vi appartengono ?
La linea gotica fu una un insieme di opere difensive militari e non è un buon criterio per definire il confine di una nazione come la Lombardia (da te chiamata Italia del nord, ma chiariamo subito che la Lombardia è una nazione a sé stante e non è il nord di alcunché). Il criterio migliore è infatti la linea Massa-Senigallia, ovvero l’isoglossa che separa l’ambito linguistico gallo-romanzo, nel quale ricade la Grande Lombardia, da quello italo-romanzo, in cui ricade l’Italia etnica. Perciò, sì, anche l’attuale provincia di Pesaro-Urbino insieme ad alcuni lembi della provincia di Ancona appartengono alla Grande Lombardia, nonostante che questi territori presentino, sul piano etnico e linguistico, caratteri di transizione con il contesto puramente italico.