In base alla visione lombardista l’Europa è una grande famiglia “imperiale” che riunisce genti indigene accomunate da un retaggio inimitabile, che dall’epoca mesolitica, passando per quella neolitica, sbocca nella straordinaria epopea indogermanica. La sua sistemazione (geo)politica ideale, a parer nostro, è la grande confederazione dell’Eurosiberia, che sostituisca i fallimentari baracconi di Ue e Nato e rappresenti un consorzio su base etno-razziale, culturale e civile in nome della comune identità europide.
Diamo qui una rassegna su quelli che a nostro parere potrebbero essere degni emblemi dei principali macro-areali del continente, che possano così sintetizzare ed esemplificare storia e natura delle varie subregioni d’Europa. Anticipiamo che si tratta di simboli di tradizione indoeuropea, relativi alle vere radici della nostra grande patria, dunque, come vedrete intrisi di quella visione solare ed uranica che era tipica delle genti ariane e che ha plasmato la famiglia europide, fecondando il suo retroterra più antico (continentale e mediterraneo).
Ruota solare
Banalmente detta “celtica”, questa ruota o croce solare rappresenta l’essenza dell’Europa, e la filosofia indoeuropea che è uranica, virile, guerriera e nobile. Medesima valenza ha il simbolo ariano per antonomasia, lo swastika, che però come sapete è inflazionato dalla strumentalizzazione antifascista.
Sole delle Alpi
Per la penisola appenninica (lato sensu) il Sole delle Alpi. Un simbolo solare associato principalmente a Liguri e Celti, assai ricorrente lungo l’arco alpino e nella Pianura Padana ma presente anche nelle terre propriamente italiane centrali, etrusche, e in quelle meridionali, italiche. Rappresenta il ciclo naturale delle stagioni, dunque della vita, nonché rinascita, gioia, speranza.
Lauburu
Per l’Iberia il Lauburu. Simbolo sia basco che celtico dalla evidente valenza solare e astrale, ma anche relativa al ciclo vitale.
Triscele
Per la Gallia il (o la) Triscele. Racchiude in sé il potere del numero perfetto tre, che si manifesta attraverso le tre spirali e rappresenta il ruotare delle energie, naturalmente anche in accezione solare. Come nel caso di altri emblemi solari il significato varia a seconda dell’orientamento del simbolo.
Triquetra
Per la Britannia la Triquetra. Un altro simbolo celtico molto famoso, la cui valenza è analoga al Triscele e rappresenta le tre forze naturali (terra, aria, acqua) e i tre gradi dell’evoluzione dell’esistenza (vita, morte, rinascita), aspetti di un unico ente che è il tutto.
Sole nero
Per la Germania il Sole nero. Si tratta di una variante germanica dello swastika con eguale simbologia solare, dunque; può rappresentare una ruota dell’anno grazie ai suoi dodici raggi che rimandano all’andamento del sole, con il susseguirsi dei mesi. Per quanto associato alle SS questo emblema è assai arcaico e risale alla storia teutonica antica.
Valknut
Per la Scandinavia il Valknut. Legato al paganesimo germanico e norreno, ha una valenza similare a quella della Triquetra e si collega intimamente agli attributi odinici nonché ai guerrieri caduti in battaglia e accolti nel Valhalla.
Tursaansydän
Per il Balticum il Tursaansydän. Presso i popoli finnici, e baltici soprattutto, i simboli affini alla croce gammata sono assai importanti (vedi anche il lettone Pērkonkrusts) poiché rappresentano l’importante eredità ariana che riguarda la loro area. L’emblema suesposto ha un uso beneaugurale e pare anche che si connetta al martello rotante di Thor, ma pure ai fulmini del dio Perkūnas, divinità comune a tutti i popoli dell’areale baltico.
Mani di Dio
Per la Slavia le Mani di Dio. Un simbolo tratto dal paganesimo slavo e ricorrente in Polonia, sovente accostato allo swastika e ad altri simboli solari.
Kolovrat
Per la Russia il Kolovrat. Simbolo pagano molto legato al dominio Rus’, riferito ad una divinità solare slava avente medesimo significato della più nota croce gammata/uncinata.
Croce solare
Per la Balcania la croce solare. Anche questo è un classico simbolo, non solo balcanico, dal chiaro riferimento solare e astrale, legato al ciclo della vita e all’eternità, e mostra legami etnici con Daci, Traci e Illiri.
Sole di Verghina
Per l’Ellade, propaggine balcanica ma comunque da rimarcare storicamente, il Sole di Verghina. Emblema della Macedonia ellenica, è probabilmente correlato alla dinastia di Alessandro Magno e al pantheon olimpico, e porta con sé una squisita valenza uranica.
Swastika
Ci si consenta, per chiudere, un cenno al simbolo principe della spiritualità solare indoeuropea, ossia lo swastika. Al netto delle strumentalizzazioni politiche, questo nobilissimo emblema congiunge vari subcontinenti d’Eurasia in nome della mentalità ariana (e anche del sangue indogermanico) e simboleggia il sole, l’energia vitale, i movimenti astrali, la fortuna ed è carico di positività. Merita dunque il rispetto di tutti perché parte integrante della storia antica dei popoli europei e degli altri di retaggio ario.
Cromatismo ario
Ed infine un cenno al tipico cromatismo indoeuropeo bianco-rosso-nero, presente anche nel simbolo di Nazione Lombarda. Esso rappresenta quella tripartizione funzionale della società ariana composta da sfera spirituale, sfera militare e sfera rurale, che si rispecchia nel pantheon dei principali credi indoeuropei. In base a ciò noi possiamo ravvisare nel bianco il luminoso spirito della gentilità, nel rosso il sangue versato sui campi di battaglia dai nostri eroici padri, nel nero l’ubertoso suolo d’Europa inscindibilmente legato al popolo e benedetto dal suo sudore. Questi colori potrebbero campeggiare su di un ipotetico vessillo eurosiberiano, facendo da sfondo alla ruota solare indogermanica citata in apertura.